Novità

Contesti
Rivista di microstoria

Periodico semestrale
ISSN 2284-1954

Formata da un gruppo di storici per lo più giovani, «Contesti» si propone come un esperimento, un tentativo di cogliere la complessità attraverso un’analisi in profondità delle relazioni e degli scambi, spesso nascosti, fra uomini e fra istituzioni. La sua finalità è la ricostruzione di specifici contesti, non necessariamente caratterizzati dalla condivisione di uno spazio definito, ma definiti dalle connessioni, esplicite o sotterranee, di cui si può provare la pertinenza. Ispirata ai metodi della microstoria, «Contesti» intende indagare i fenomeni sociali come esito dell’interazione continua fra scelte personali e strategie politiche, meccanismi economici e circolazione di idee, sistemi culturali e comportamenti individuali. Aperta ai contributi di ogni disciplina, presenta in ogni numero, a cadenza semestrale un corpo di ricerche di prima mano, dedicate a casi di studio che spaziano tanto nel tempo quanto sotto il profilo geografico; una intervista a studiosi che hanno innovato i paradigmi dei loro rispettivi campi di studio; una sezione di discussioni incentrate su un’opera letteraria o cinematografica, o un saggio, che ha scandagliato nuove possibilità d’analisi della realtà sociale.

Created by a group of historians, Contesti (“Contexts”) is an attempt to better understand social complexity through the analysis of the oft-hidden relationships and exchanges among people, social groups and institutions. In order to address our aim, the journal aims to reconstitute contextual analyses as defined through explicit and implicit relationships whose relevance can be established. Inspired by micro-history, Contesti intends to investigate the nature and the transformation of social phenomena by putting the accent on the continual interaction between personal choices and political strategies, between economic mechanisms and the circulation of ideas, as well as between cultural systems and individual behavior. The review is open to contributions from all disciplines and is made up of three sections: original research, interviews with researchers, and discussions of literature, cinema and essays. Contesti is published twice a year.

Dall’indice del primo numero:

Anna Beltrami, «Il negotio della donna inspiritata». Una congiura politica nel Piemonte del Seicento
Luciano Allegra, Le trappole della statistica. Una stima dei poveri in antico regime
Cinzia Bonato, La circolazione dell’informazione nel XVIII secolo e il successo della legge genovese sui parti illegittimi
Giorgia Beltramo, La libertà dalla memoria. Il negazionismo del Journal of Historical Review
Interviste:
Per una storia sociale dell’arte: bilanci, esperienze, prospettive. Intervista a Enrico Castelnuovo, a cura di Alessandra Giovannini Luca e Alice Pierobon
Discussioni:
Isa Mascolo, Lincoln di Steven Spielberg. L’uomo, gli uomini, la storia
Lia Viola, Epidemie locali e morali d’oltre oceano. Riflessioni a partire da un libro di Helen Epstein
Francesco Vietti, Il contesto etnografico transnazionale: potenzialità e limiti della ricerca multisituata sulle migrazioni contemporanee


Direttore: Davide Tabor
Comitato di redazione: Daniela Adorni, Luciano Allegra, Cinzia Bonato, Monica Martinat, Davide Tabor
Segreteria di redazione: Cinzia Bonato

Primo numero aprile 2014
208 pp.
15 x 21 cm - 208 pp. - ISBN 9788871582078

Fascicolo singolo:
Italia:         € 25,00 (privati)
                  € 30,00 (istituzioni)
Estero:       € 32,00 (privati)
                  € 38,00 (istituzioni)

Abbonamento annuo:
Italia:         € 45,00 (privati)
                  € 50,00 (istituzioni)
Estero:       € 60,00 (privati)
                  € 75,00 (istituzioni)

Alessandro Carrieri

Lagermusik e resistenza. Viktor Ullmann e Gideon Klein a Theresienstadt

La città fortezza di Theresienstadt (Terezín in ceco), a pochi chilometri da Praga, divenne un ghetto-lager nazista dal 1941 al 1945. Esistette con una doppia finalità: da un lato fu istituito per rinchiudervi gli ebrei del Protettorato di Boemia e Moravia e successivamente quelli del Reich, e dall’altro fu sfruttato come strumento di propaganda da mostrare alla comunità internazionale, rappresentando positivamente la vita e le condizioni degli ebrei deportati. Al suo interno si svilupparono attività artistiche e musicali, stimolate dalla presenza di numerosi artisti e musicisti tra i più geniali d’Europa.
Questo libro si incentra sul concetto di resistenza e opposizione culturale e politica al regime hitleriano attraverso l’analisi musicale di alcune composizioni create a Theresienstadt. I due musicisti presi in considerazione sono Viktor Ullmann e Gideon Klein; sono state analizzate in particolare la Sonata per pianoforte di Gideon Klein e le Sonate n. 5 e n. 6 per pianoforte e l’opera Der Kaiser von Atlantis oder die Tod-Verweigerung (L’Imperatore di Atlantide ovvero il rifiuto della Morte) di Viktor Ullmann. Si è cercato così di indagare i significati delle scelte estetiche dei due compositori, in modo da cogliervi il pensiero filosofico e il messaggio di resistenza culturale e politica.
Dopo l’Introduzione il libro è diviso in tre capitoli (I. L’azione resistenziale artistica degli ebrei a Theresienstadt; II. Le Sonate n° 5 op. 45 e n° 6 op. 49 di Viktor Ullmann e la Sonata di Gideon Klein; III. Per un’ermeneutica simbolica dell’opera Der Kaiser von Atlantis oder die Tod-Verweigerung di Viktor Ullmann su libretto di Peter Kein); seguono le Conclusioni, in allegato le riproduzioni di vari documenti (manifesti di concerti, pagine degli spartiti) dell’attività musicale a Theresienstadt, un’ampia bibliografia aggiornata dei testi più recenti sugli argomenti trattati e l’indice dei nomi dei personaggi che compaiono nel volume.

Alessandro Carrieri è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università degli Studi di Trieste. Nel 2010 ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Filosofia delle scienze sociali e comunicazione simbolica presso l’Università degli Studi dell’Insubria. Dal 2007 al 2008 è stato Gastwissenschafter presso il Zentrum für Antisemitismusforschung alla Technische Universität di Berlino. Ha curato con Giuliana Parotto il libro Il pentagramma di ferro. Musica e creatività nei campi di concentramento (Trieste, 2010) e ha di recente pubblicato The Voice of Resistance in Concentrationary Music, in «Political Perspectives» 2013, volume 7 (2).

http://www.cisui.unibo.it/rec/156.htm

cm 15 x 21 - 150 pp. - ISBN 9788871582054 - Euro 24,00

Luca Fenoglio
Angelo Donati e la «questione ebraica» nella Francia occupa-ta dall’esercito italiano

Prefazione di Fabio Levi


Nel dicembre 1942, nella Francia meridionale occupata dagli italiani, Angelo Donati, un banchiere di origine italiana ben introdotto negli ambienti politico-finanziari, si oppose al tentativo delle autorità di consegnare ai nazisti alcune migliaia di ebrei stranieri rifugiati in Costa Azzurra. Gli sforzi che sino alla disfatta italiana dell’8 settembre 1943 egli compì tra Nizza e Roma per salvare tanti suoi correligionari dai campi di sterminio sono ricostruiti da Luca Fenoglio in questo libro. Oltre all’azione di Donati in favore dei perseguitati, il volume, ricco di documentazione inedita, ne ricostruisce anche la biografia, per poi analizzare il ‘mito’ cresciuto attorno a questa eccezionale figura. Attraverso la complessa vicenda di Donati, l’autore giunge così a fare nuova luce su molti dei protagonisti di quel convulso periodo: i funzionari di polizia italiani incaricati di gestire la ‘questione ebraica’ in Francia, i membri delle organizzazioni ebraiche di soccorso, i nazisti impegnati a dare la caccia a Donati, per analizzare infine in modo problematico la presunta protezione italiana degli ebrei nei territori occupati dalla IV armata.

Dall’indice:

Prefazione Fabio Levi
Introduzione
Capitolo primo. La «questione storiografica»
Capitolo secondo. L’ascesa professionale e sociale nella Parigi degli anni venti e trenta
Capitolo terzo. Di fronte alla persecuzione
Capitolo quarto. Donati, l’occupazione italiana e la genesi della protezione degli ebrei
Capitolo quinto. Le résidences forcées : la collaborazione con Barranco
Capitolo sesto. Le résidences forcées: la collaborazione con Lospinoso
Capitolo settimo. Lo sbarco alleato in Sicilia e il progetto per l’ingresso degli ebrei in Italia
Capitolo ottavo. La destituzione di Mussolini e la prosecuzione delle trattative per l’ingresso degli ebrei in Italia
Capitolo nono. Il piano di trasferimento degli ebrei in nord Africa
Capitolo decimo. L’annuncio dell’armistizio e il fallimento del piano di Donati
Conclusioni
Epilogo
Archivi consultati
Fonti a stampa e raccolte documentarie

Bibliografia, Filmografia, Sitografia
Cartine
Indice dei nomi e dei luoghi

Luca Fenoglio si è laureato in Storia all’Università degli Studi di Torino, dove è stato allievo di Fabio Levi. Dal gennaio 2012, è Ph.D. Student presso la School of History, Classics and Archaeology, University of Edinburgh. La sua tesi di dottorato, finanziata da una borsa di studio triennale della University of Edinburgh, indaga la politica italiana verso gli ebrei nei territori francesi occupati durante la seconda guerra mondiale.

15 x 21 cm - 192 pp., con 3 cartine - ISBN 9788871582009 - Euro 28,00

Alessia Pedio
Costruire l’immaginario fascista.
Gli inviati del «Popolo d’Italia» alla scoperta dell’altrove (1922-1943)

Il «Popolo d’Italia» è il giornale che, dalla Marcia su Roma al 25 luglio 1943, nella sua veste di vetrina ufficiale del fascismo può essere considerato lo «specchio» di un insieme di questioni: dalle aspirazioni e dai contenuti della politica culturale del regime alle strategie per creare il consenso nell’opinione pubblica. Nel libro vengono analizzati i modelli e i paradigmi più diffusi nella rappresentazione dell’ “altro”, dell’ “altrove” e degli italiani stessi, attraverso gli articoli apparsi per lo più in terza pagina. I loro autori (fra cui Mario Appelius, Mirko Ardemagni, Luigi Barzini, Franco Ciarlantini, Mario dei Gaslini, Arnaldo Cipolla, Roberto Suster, Augusta Perricone Violà, Ain Zara Magno, Pier Luigi Barbato) vi divulgarono una “presunzione di conoscenza” racchiusa in immagini schematiche, a volte paradossali o in interpretazioni strumentalmente ideologizzate di fenomeni e realtà che, per la loro lontananza geografica, venivano banalmente percepiti come esotici o inaccessibili all’uomo occidentale. Concepito come una parte non irrilevante del primo grande progetto di educazione nazionale, «Il Popolo d’Italia» permette così di aggiungere un ulteriore tassello all’interpretazione dell’ideologia fascista e contribuisce a far cogliere quest’ultima nelle sue molteplici pieghe e sfaccettature.

Dall’Indice:

Introduzione

Capitolo primo. Il «Popolo d’Italia» e la sua terza pagina
Capitolo secondo. Alla ricerca dell’«Hearth of darkness»
Capitolo terzo. Libia ed Etiopia, terre italiane di conquista
Capitolo quarto. In Estremo Oriente
Capitolo quinto. Russia sovietica e Stati Uniti fra modernità e barbarie

Conclusioni

Cartine
Biografie dei principali inviati del «Popolo d’Italia»
Riferimenti bibliografici
Fonti a stampa
Bibliografia

Indice dei nomi

 

Alessia Pedio, dopo aver conseguito il diploma di perfezionamento in Scienze politiche presso la Scuola superiore di studi universitari e perfezionamento Sant’Anna dell’Università di Pisa, nel 2012 ha concluso un post-dottorato biennale presso il Centre de recherches historiques dell’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi. Tra le sue pubblicazioni La cultura del totalitarismo imperfetto. Il Dizionario di politica del Partito nazionale fascista (1940), Milano 2000 e La divulgazione storica sulla terza pagina de «Il Popolo d’Italia» (1922-1943), «Annali della Fondazione Ugo La Malfa», 2008-2009. Ha curato I volti del consenso. Mass media e cultura nell’Italia fascista, Roma 2004. Attualmente collabora, per la parte di ricerca, alla ristampa anastatica delle opere della casa editrice di Piero Gobetti.

15 x 21 cm - 240 pp., con sei cartine - ISBN 9788871582023 - Euro 28,00

 

Il libro che inaugura una nuova collana di studi prodotti da giovani ricercatori di storia moderna e contemporanea

 

Davide Tabor
Il cerchio della politica. Notabili, attivisti e deputati a Torino fra ’800 e ’900
“Contesti”, 1

Tra Ottocento e primo Novecento le trasformazioni sociali cominciarono a modificare il sistema politico dell’Italia liberale; furono gli anni in cui iniziò ad allargarsi il corpo elettorale e dunque si estese la gamma degli interlocutori sociali dei candidati e delle associazioni, e tanto le istituzioni quanto le organizzazioni cominciarono ad affrontare il problema della partecipazione delle masse alla vita politica italiana. Il libro parla di politica “alta” e di politica “bassa”, di persone importanti, deputati, senatori e ministri, di individui comuni, artigiani, operai, membri di associazioni popolari, e di notabili di quartiere. Tra tutti questi attori, infatti, c’erano nessi, contatti e scambi, e la politica di massa sembrava il frutto, più che di una nazionalizzazione o di una mobilitazione dall’alto, dell’interazione tra i vari soggetti che da più parti contribuivano a costruire le organizzazioni e a definire i messaggi politici, in “alto” come in “basso”. Dalle celebrazioni pubbliche alle campagne elettorali, dalla costituzione di associazioni e comitati elettorali l’analisi di Tabor si sofferma così su alcuni protagonisti eminenti della cultura, della politica, dell’impresa e dell’amministrazione nella Torino – e non solo – a cavallo tra i due secoli: tra gli altri Leonardo Bistolfi, Giuseppe Durio, Tommaso Villa, Emilio Sineo, Francesco Crispi, Sidney Sonnino, Edoardo Daneo, Oddino Morgari.

Dall’Indice:


Introduzione

Parte prima. Morfologia della festa: un modello di comunicazione politica
Capitolo primo. Festa nazionale, festa popolare
Capitolo secondo. Una festa che viene da lontano: notabili locali e associazionismo popolare
Capitolo terzo. La nazione e il quartiere: la storia nazionale nella città industriale
Capitolo quarto. Il problema della ricezione: il pubblico della festa

Parte seconda. Una configurazione di notabili
Capitolo quinto. Sociabilità di quartiere e sociabilità urbana: un modello fluido di politica
Capitolo sesto. Reti di notabili e forme di reinterpretazione della tradizione
Capitolo settimo. Il leader e il gruppo
Capitolo ottavo. Impegno nazionale ed esperienza locale

Parte terza. Alto e basso: la circolarità della politica
Capitolo nono. Elezioni, elettori, candidati
Capitolo decimo. Il comportamento elettorale e le basi sociali delle forze politiche
Capitolo undicesimo. Il modello di proselitismo socialista tra otto e novecento: Oddino Morgari e la propaganda
Capitolo dodicesimo. Militanti e partito

Indice dei nomi

Davide Tabor è dottore di ricerca in storia contemporanea e collabora col Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino. Nei suoi studi si è dedicato in particolare ad analizzare la politica da una prospettiva sociale. Tra i suoi indirizzi di ricerca ci sono: l’adesione e l’opposizione degli individui al fascismo, la partecipazione dal basso alla politica, la relazione tra locale e nazionale nella costruzione delle culture politiche, le politiche pubbliche dell’abitare, le forme di trasmissione dei valori tra le generazioni, la composizione dei gruppi sociali.
Ha pubblicato vari saggi, tra cui: Operai in camicia nera? La composizione operaio del fascio di Torino, 1921-1931 in «Storia e problemi contemporanei», n. 36, 2004; Luoghi della memoria: uso simbolico dello spazio urbano nella periferia torinese. 1880-1906 in «Bollettino Storico-Bibliografico Subalpino», vol. XVII, 2009; Il popolo alle urne. Un’analisi del comportamento elettorale a Torino tra la fine dell’Ottocento e la Grande Guerra in «Quaderni Storici», n. 1, 2011; L’arte della propaganda. Il modello di proselitismo del Psi tra fine Ottocento e inizio Novecento, in «Contemporanea», n. 4, 2011; Giovani partigiani e legami intergenerazionali. Una mappa generazionale del partigianato torinese in «Quaderni di Storia Contemporanea», n. 53, 2013.

15 x 21 cm - ISBN 9788871582016 Euro 32,00

Morris M. Mottale

Wading Through Conflict. America and the Middle East

This book outlines and develops the past and contemporary threads that run through American policies toward the Middle East at large. The analysis is focused on Washington’s national interests being set in a context that seeks equilibrium between ideological, religious, and territorial conflicts in the area. The more critical and problematic aspects of American foreign policy making derive from the difficulty of Washington’s decision makers to balance American strategic and economic interests with ideational values that in turn clash with the political and religious experiences of the area. As the prospects of conflict resolution in the Middle East become increasingly complex, American foreign policy in the area seems to be faced with ever more critical challenges compounded by terrorism, the Arab-Israeli conflict, religious cleavages, and political instability confronting many of the states in the area.

MORRIS M. MOTTALE is professor of International Relations and Comparative Politics and chair of the Department of Political Science at Franklin College, Switzerland. His main teaching and research interests lie in international relations, comparative politics, Middle Eastern politics, international political economy, strategic studies, and energy. He has taught in the United States, Canada, and England and has been a research scholar at universities across North America, Europe, and the Middle East, including the Harvard Center for Middle Eastern Studies. His books include The Origins of the Gulf Wars, and Iran: The Legacy of the Islamic Revolution both published by University Press of America and Rowman & Littlefield. He is also the author of several articles and reviews on international and Middle Eastern politics. He is also a senior research associate at the International Security Forum in Cyprus and a consultant on international security and energy. He holds a B.A. and M.A. from San Diego State University in California and a Ph.D. from York University in Toronto, Canada.

15 x 21 cm - 160 pp., con una cartina - ISBN 9788871581996 - Euro 24,00

Digital edition available ISBN 9788871582030 - Euro 6,99:

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Antonella Filippi - Lino Ferracin

Deportati italiani a Majdanek

Presentazione di Fabio Levi

«Questo libro intende restituire un nome e una storia ai molti italiani deportati nel lager di Majdanek negli anni della seconda guerra mondiale, contribuendo in tal modo a contrastare, pur nei limiti di un ricordo postumo, la volontà annientatrice dei nazisti, che si abbatté su milioni di vite spezzandole e cancellandone programmaticamente anche solo la più piccola traccia», come si legge nella Prefazione di Fabio Levi al volume.
È il risultato del compito che si sono posti Antonella Filippi e Lino Ferracin, professori a Torino, arrivati nel lager nazista di Majdanek con i loro studenti per un Viaggio della Memoria: rintracciare tutti i prigionieri italiani che passarono attraverso quel campo nella Polonia occupata (e che in gran parte non fecero ritorno). La loro ricerca ha portato, dalle prime analisi dei documenti rimasti e di una copia conservata presso il Museo di Majdanek del Totenbuch – il registro in cui venivano elencati di giorno in giorno i decessi dei prigionieri –, alla scoperta di informazioni sempre più precise sulla vita dei deportati, fino all’incontro più diretto con i loro volti e le loro voci attraverso le memorie conservate in famiglia.
Gli autori al contributo del direttore del Museo, Tomasz Kranz, sulla storia del lager e a quello dell’archivista Marta Jablonska sulla documentazione relativa alla presenza di prigionieri italiani a Majdanek, fanno seguire l’elenco di 227 deportati, ad ognuno dei quali hanno dedicato una scheda biografica con tutti i riferimenti ai documenti che ne ricostruiscono i percorsi attraverso il sistema concentrazionario; in un capitolo specifico – dando conto di alcune importanti scoperte rispetto all’attuale storiografia della deportazione – analizzano i trasporti (dall’Italia e tra un lager e l’altro in Germania e nei Paesi occupati); approfondiscono le vicende di alcune decine di deportati per i quali è stato possibile ritrovare testimonianze più dirette (da lettere, documenti di famiglia e dai ricordi di chi li conobbe); ripercorrono la storia della conoscenza in Italia del lager di Majdanek e infine propongono al lettore le memorie di Carmelo Arno Marino, uno dei pochi che riuscirono a fare ritorno e che ci ha lasciato, in un testo di estrema vivezza, la testimonianza della sua deportazione.

Dall’indice

Prefazione di Fabio Levi
Capitolo 1. Storia di una ricerca
Capitolo 2. Il lager di Majdanek
1. Storia del lager di Tomasz Kranz
2. Gli Italiani nei documenti d’archivio del Museo Statale di Majdanek di Marta Jablonska
Capitolo 3. L’elenco dei deportati italiani nel lager di Lublin-Majdanek
Capitolo 4. Geografia dei trasporti
Capitolo 5. Storie di uomini
Capitolo 6. Che cosa si sapeva di Majdanek in Italia?
Appendice. Memorie di Carmelo Arno Marino
Bibliografia

Gli autori
Antonella Filippi, docente di Lettere in un Istituto superiore di Torino, responsabile del Progetto Memoria della scuola, ha dedicato largo spazio della sua attività didattica all’insegnamento della deportazione. Ha curato l’organizzazione e la preparazione storica dei Viaggi e delle Giornate della Memoria.
Lino Ferracin, docente di Lettere in un Istituto superiore di Torino, ha condiviso tutti i lavori del Progetto Memoria, occupandosi della preparazione storica dei viaggi, di mostre fotografiche nella scuola e presso la Comunità ebraica di Torino (2011) e della conservazione multimediale della memoria dei testimoni.

Vedi anche: http://www.hakeillah.com/3_13_22.htm

 

15 x 21 cm - 304 pp., con una cartina e ISBN 9788871581972 Euro 32,00

Elisabetta Corradini

Il difficile reinserimento
degli ebrei

Itinerario e applicazione della legge Terracini
n. 96 del 10 marzo 1955

In Italia, dal ’38 al ’45, rimase in vigore una normativa duramente discriminatoria contro tutti gli ebrei residenti nel paese, che divenne progressivamente sempre più drastica fino a sfociare nella deportazione e nell’assassinio. Quell’esperienza lasciò un segno indelebile sulla vita dei sopravvissuti e incise in profondità sulla storia del paese nel suo insieme.
La drammatica rilevanza di quegli eventi permette di misurare il clamoroso contrasto fra la loro effettiva dimensione e – a parte pochissime eccezioni – il tono cauto, sfuggente e sommesso con cui se ne discusse nel dibattito parlamentare sviluppatosi intorno alla Legge Terracini del 1955, che avrebbe dovuto offrire un risarcimento alle vittime della persecuzione voluta da Mussolini. L’autrice ne rende conto attraverso le parole dei protagonisti e analizza poi, riportando alcuni casi esemplari, come in sede amministrativa e giurisprudenziale la condizione degli ebrei perseguitati fosse non solo sottovalutata e mal compresa, ma esplicitamente misconosciuta; propone infine un quadro puntuale di quanti furono nei vari periodi, compresi gli anni più vicini a noi, i perseguitati “razziali” riconosciuti meritevoli delle provvidenze stabilite sia dalla legge Terracini nel suo testo iniziale sia dalle leggi di modifica approvate poi.
Il libro offre così uno squarcio illuminante sul modo in cui le diverse culture politiche del secondo dopoguerra si sono misurate con le persecuzioni antiebraiche e con le loro conseguenze di più lungo periodo.

Dall’Indice

Introduzione Fabio Levi

Capitolo primo Per i perseguitati politici e razziali
Capitolo secondo Per i “ragazzi di Salò”
Capitolo terzo La svolta delle elezioni politiche del 1953
Capitolo quarto Legiferare a “denti stretti”
Capitolo quinto Perseguitati e persecutori: provvidenze per due opposti fronti
Capitolo sesto La legge Terracini e i perseguitati razziali
Capitolo settimo Un profilo quantitativo: l’applicazione della Legge Terracini

Appendice
Legge 8 novembre 1956, n. 1317
Legge 3 aprile 1961, n. 284
Legge 24 aprile 1967, n. 261
Legge 22 dicembre 1980, n. 932

Indice dei nomi

Elisabetta Corradini si è laureata a Torino in Scienze politiche e ha frequentato il master in Didattica della Shoah presso l’Università di Roma Tre. Dal settembre 2010 fa parte, come rappresentante dell’A.N.P.P.I.A., della commissione ministeriale preposta all’esame delle pratiche avviate in applicazione della normativa risarcitoria a favore dei perseguitati razziali. Ha svolto attività d’insegnamento a Torino e a Roma dove attualmente vive e lavora.

15 x 21 cm - 219 pp. ISBN 9788871581903 Euro 28,00

 

Silvio Zamorani editore

CORSO S. MAURIZIO, 25 - 10124 TORINO ITALY - TEL. (+39) 011 8125700 - FAX (+39) 011 8126144