SILVIO ZAMORANI EDITORE

 

PATRIMONIO CULTURALE ARABO-CRISTIANO

collana diretta da Samir Khalil Samir S.J.

Patrimonio Culturale Arabo Cristiano? Non c’è un errore nel titolo di questa serie? Molti saranno sorpresi nel leggere affiancate le parole «cristiani» e «arabi». Eppure, nel giorno della Pentecoste ci sono degli Arabi che si fanno battezzare (At 2,11). In seguito, diverse tribù arabe si convertono al cristianesimo, inventano la scrittura araba e danno all’Arabia i suoi primi regni, ben prima della comparsa dell’Islam. Dopo la nascita dell’Islam, le comunità cristiane del Vicino Oriente (siriache, melchite e copte) si arabizzano in modo massiccio. Nascerà così, dall’inizio dell’ottavo secolo, un pensiero cristiano in lingua araba, che si ispirerà ai Padri della Chiesa e ripenserà tutta l’eredità cristiana in funzione della nuova religione dominante, l’Islam. È la prima volta che il Cristianesimo si confronta con un’altra religione mondiale. Questi cristiani hanno anche raccolto l’eredità scientifica e filosofica dei Greci. Di conseguenza, i califfi musulmani li chiameranno alla corte di Damasco e poi a Bagdad per farne i loro medici privati e i loro accreditati consiglieri. Saranno loro a trasmettere quest’eredità, traducendo e commentando le opere mediche di Ippocrate e Galeno, quelle filosofiche di Platone, di Aristotele e dei loro continuatori, quelle scientifiche di Euclide e Tolomeo, e così via. Essi si faranno continuatori della ricerca dei Greci e saranno gli artefici della grande rinascita araba del X secolo che, a partire dal XII secolo, filtrerà lentamente in Occidente. Molto più tardi, dalla fine del XVI secolo, saranno ancora i cristiani a venire a formarsi in Occidente. Al loro ritorno, creeranno in Libano collegi moderni e tipografie, e si faranno diffusori dei metodi delle scienze moderne. Inversamente, sempre nei secoli XVII e XVIII essi saranno i primi orientalisti che inizieranno l’Occidente al mondo orientale, musulmano e cristiano. Nel XIX secolo saranno nuovamente gli artefici incontestati della Nahda, il Rinascimento arabo, creando giornali e riviste, sviluppando il teatro, il romanzo e più tardi il cinema, diffondendo l’Aufklärung a tutti i livelli: politico, sociale, culturale, linguistico e religioso. Eppure questi cristiani arabi (che non sono meno Arabi dei loro compatrioti musulmani) furono il più delle volte ignorati dall’Occidente, affascinato dall’esoterismo e dall’attrazione per tutto ciò che è «diverso». Erano troppo vicini agli Occidentali per la loro fede, troppo oppressi dal sistema politico islamico rappresentato dall’impero ottomano, troppo ridotti di numero per attirare l’attenzione degli intellettuali, fatta eccezione per i missionari. La presente collana è stata creata al fine di colmare questa lacuna e far conoscere la cultura dei cristiani arabi. Essa è promossa da una trentina di ricercatori, che dal 1999 hanno dato vita all’associazione “Gruppo di Ricerca Arabo-Cristiana” (GRAC) che patrocina e promuove le pubblicazioni dei suoi membri. Quest’impresa è la prima del suo genere in Europa. Perché in Italia e perché ora? Per la sua storia e la sua geografia l’Italia si è sempre trovata al punto d’incontro dell’Oriente e dell’Occidente. Il Mezzogiorno fu bizantinizzato e poi arabizzato e conserva fino ai nostri giorni tracce profonde di una storia della quale può andare fiero, poiché ha saputo armonizzare in modo sorprendente la cultura occidentale e queste tradizioni orientali. La nostra collezione non rappresenta che un riflesso di questa grande cultura mediterranea, araba e cristiana insieme, che nell’attuale rimescolamento culturale, testimonia l’incontro di queste due grandi tradizioni, quella dell’Oriente musulmano e quella dell’Occidente cristiano. La cultura araba cristiana rappresenta esattamente questo incontro.

La collana è curata dai membri dell’associazione Gruppo di Ricerca Arabo Cristiana, che dal 1993 collaborano insieme per lo studio e la diffusione del patrimonio culturale arabo­cristiano in Italia e in Europa. Per qualsiasi chiarimento potete visitare il sito: http://www.grac.it o contattare l’associazione via e-mail: grac_it@hotmail.com

 

VOLUMI PUBBLICATI

Teodoro Abu Qurra, La libertà, a cura di Paola Pizzi. Testo arabo a cura di Samir Khalil Samir sj

Yahya al-Antaki, Cronache dell'Egitto fatimide e dell'impero bizantino (937-1033), a cura di Bartolomeo Pirone

E. Braida - C. Pelissetti (a cura di), Storia di Rawh al-Qurashi. Un discendente di Maometto che scelse di divenire cristiano

M. De Ghantuz Cubbe, I Maroniti ad Aleppo nel XVII secolo attraverso i racconti dei missionari europei

Al-Kindi, Apologia del Cristianesimo, traduzione dall’arabo, introduzione e cura di L. Bottini

Paola Pizzo, L'Egitto agli egiziani! Cristiani, musulmani e idea nazionale (1882-1936)

Ibn al-Munaggim e Qusta Ibn Luqa, Una corrispondenza islamo-cristiana sull’origine dell’Islam
A cura di Ida Zilio-Grandi e Samir Khalil Samir SJ

 

IN PREPARAZIONE

Yahya Ibn ‘Adi, Dei significati dell’uno, trattato sull’unità, introduzione, traduzione, note ed indici a cura di Olga Lizzini

Elia di Nisibi, Kitab Daf‘ al-Hamm. Il libro per scacciare le angosce, introduzione, traduzione, note ed indici a cura di Anna Pagnini.

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